
Una dimora attraversata dal tempo.
Via Mazzini 35 · Martina Franca
Carucci,
poi Fighera.
- L’origine del palazzo
- XVIII sec.
- Le due famiglie
- Carucci-Fighera
- L’indirizzo
- Via Mazzini 35
Palazzo Carucci nasce nel Settecento per la famiglia Carucci, lungo l’asse che oggi porta il nome di Giuseppe Mazzini. Nel 1777, anno delle tempere della galleria, l’edificio era già costruito. Con i passaggi successivi prese anche il nome dei Fighera: da qui la doppia denominazione, Palazzo Carucci-Fighera, con cui è conosciuto ancora oggi.
Via Mazzini è una delle direttrici storiche del centro di Martina Franca. Non una strada rettilinea, ma un andamento curvo che segue il disegno antico dell’abitato: i palazzi si dispongono lungo la curva e le facciate si rivelano una alla volta, mai tutte insieme.
Il palazzo si sviluppa in due corpi che assecondano la curva della via. Chi cammina lentamente riconosce i portali in pietra, lo stemma dei Carucci con il carro e la figura zoomorfa, le mensole barocche dei balconi e un mascherone apotropaico posto a guardia della soglia. L’ingresso di Dimora Carucci è al civico 35.

Il portale, il balcone,
il civico 35.

Sulla facciata si legge tutto il repertorio settecentesco: la cornice mossa del portale, le mensole in pietra scolpita, il ferro battuto dei balconi che si gonfia come una vela. Sono lavorazioni artigianali, mai identiche una all’altra.
La soglia della dimora è discreta: una porta stretta al civico 35, una targa in pietra, e poi la casa che si apre verso l’interno.

Alessandro Fighera
e la città moderna.
Tra le figure legate al palazzo, Alessandro Fighera è quella che lascia il segno più visibile sulla città. Medico e amministratore, fu sindaco di Martina Franca dal 1870 al 1876 e una delle personalità centrali della Martina ottocentesca.
Alla sua stagione amministrativa si legano gli interventi che diedero alla città il suo volto moderno: la sistemazione della villa comunale, oggi Villa Garibaldi, l’apertura di Piazza XX Settembre e una serie di opere pubbliche e servizi pensati per una città in crescita.
Tempere del 1777
nella galleria del palazzo.
La galleria del palazzo conserva un ciclo di tempere attribuite a Domenico Antonio Carella e datate 1777: a quella data il palazzo era dunque già costruito. Sono scene mitologiche, pensate per essere attraversate con lo sguardo.
Le tempere appartengono agli ambienti storici del palazzo: non fanno parte degli spazi della dimora e il soggiorno non ne include la visita.
- 01La Morte di Cleopatra
- 02Il Giudizio di Paride
- 03Il Trionfo di Bacco e Arianna
- 04Il Trionfo di Cibele
- 05Diana ed Endimione
La storia continua,
soggiornandovi.
Più di due secoli di pietra, di passaggi e di restauri portano fin qui: a una casa che si può abitare, per qualche giorno, con calma.
